Pianeti antichi … e moderni

È questo il momento opportuno per volgere gli occhi al cielo e assistere a una vera e propria “festa planetaria”: i cinque pianeti visibili a occhio nudo, noti fin dall’antichità, saranno osservabili contemporaneamente dal 20 gennaio al 20 febbraio, 45-60 minuti prima dell’alba, lungo un ampio tratto di cielo che inizia dall’orizzonte sud-orientale per spingersi ben oltre il meridiano fino a sud-ovest. Tuttavia, la visibilità migliore è concentrata nel periodo 30 gennaio-6 febbraio, quando Mercurio, il più elusivo dei cinque, raggiunge la massima escursione sopra l’orizzonte.

L’immagine seguente, tratta dalla rivista Sky&Telescope, illustra il settore celeste interessato dal fenomeno. (cliccare per ingrandire)

5 planets

I pianeti sono allineati su un arco ampio 110° lungo l’eclittica, proiezione celeste dell’orbita terrestre intorno al Sole. Mercurio e Venere si trovano in Sagittario, Saturno è in Ofiuco (tredicesima costellazione non ufficiale dello zodiaco), Marte in Bilancia e Giove in Leone, al confine con la Vergine. Venere è di gran lunga il più luminoso dei cinque pianeti. Giove, il più occidentale, è il secondo più brillante, mentre Marte e Saturno sono moderatamente luminosi e brillano di una luce colore rosso-arancione e sabbia, rispettivamente. Mercurio è quasi brillante come Marte, ma fatica ad emergere poiché immerso nella luce dell’aurora. La Luna calante si unisce ai pianeti nel suo movimento verso est dalla posizione vicino Giove il 27 gennaio, per raggiungere Mercurio e Venere il 6 febbraio. Una buona opportunità fotografica si verifica il 5 febbraio, con l’esile falce lunare a ovest dei due pianeti interni. La luminosità dei pianeti non è indicativa della loro vera distanza: in questo periodo Mercurio è a circa 0.8 unità astronomiche (UA), seguita da Venere a 1.3 UA, Marte a 1.4 UA, Giove a 4.7 UA, e Saturno a 10.6 UA. L’unità astronomica è definita come la distanza media Terra-Sole, circa 150 milioni di chilometri.

È interessante notare che, mentre è possibile cogliere in un unico sguardo tutto il cosmo antico (Sole escluso), in questi giorni circola la notizia della possibile esistenza di un nono pianeta nelle profondità del Sistema Solare. Sarebbe molto più grande della Terra e farebbe ritornare il bilancio planetario a nove, dopo il “declassamento” di Plutone a pianeta nano. Maggiori dettagli nel comunicato stampa dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica)

Harmonia Macrocosmica

Il cosmo geocentrico tolemaico rappresentato in una tavola della “Harmonia Macrocosmica” di Andreas Cellarius (1660)

 

 

 

Testo pianeta 9

Figura pianeta 9 comunicato stampa dell’INAF

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